Pravec. 16 luglio. Uno strano macchinario pieno zeppo di ingranaggi e sovrastato da un grande orologio occupa la tettoia. Un orologio strano. Un orologio che non segna lo scorrere delle ore, dei minuti, dei secondi. Un orologio davvero particolare. Un orologio che segna il susseguirsi delle epoche storiche! Insomma una magica macchina del tempo é arrivata a Pravec. Carichi di entusiasmo i ragazzi di quarta e quinta elementare guidati da un simpatico extraterrestre hanno intrapreso un meraviglioso viaggio nel tempo che attraverso varie prove li ha portati nei mitici anni settanta al ritmo del rock’n’roll per poi catapultarli in mezzo a Garibaldi e Vittorio Emanuele II indaffarati nella difficile impresa di unificare l’Italia. Il viaggio è poi proseguito insieme a Cristoforo Colombo alla scoperta dell’America; passando tra scudi e lance nel romantico medioevo cavalleresco sono arrivati davanti a Pilato, al fianco di Gesù. Alla fine la macchina del tempo li ha portati ad Olimpia tra gli antichi greci. Dopo un lunghissimo viaggio nel passato costellato da strani personaggi e difficili ostacoli, i nostri eroi sono finalmente arrivati alla meta finale! Pravec era coperta da una coltre bianca, grossi ghiaccioli scendevano da ogni parte, strani disegni di omini stilizzati decoravano le pareti e la baita era abitata da mammouth, bradipi e dinosauri. Pravec insieme a tutti i ragazzi era piombata nell’era glaciale! Per affrontare il gelo e le difficoltà connesse a questa difficile epoca i ragazzi hanno dovuto organizzarsi in quattro gruppi (Cavernicoli, Mammouth, Bradipi, Tigri). Il gruppo, o sarebbe meglio dire il “branco” J, è stato allietato in quest’avventura dalla simpatica compagnia del bradipo Syd, del mammouth Manfred, della tigre Diego, di buffi dodo e di un dolce “cucciolo d’uomo”. Lo strano branco attraverso varie peripezie ha imparato il valore della diversità dell’altro che porta sempre ad un arricchimento personale. E poi noi? Quanto valiamo? Accorgersi del proprio inestimabile valore e dei propri insostituibili talenti è il primo passo per mettere a disposizione degli altri queste nostre qualità in modo gratuito e ricavarne un’ immensa gioia. Ma non è possibile vivere, scoprire la meraviglia della vita senza regole che ci indichino la via per vivere meglio. Uno dei valori che maggiormente è emerso all’interno del gruppo è quello della collaborazione, fondamentale per superare grandi ostacoli e raggiungere obiettivi comuni. Anche il perdono risulta fondamentale in vista della felicità. Ma il valore che maggiormente ha segnato quest’esperienza, il tesoro più immenso che la vita può offrirci, è stata l’amicizia. L’amicizia che può essere riassunta in una breve frase di un antico greco: “che cosa è un amico? Un altro me stesso”. Ovviamente non sono mancati i momenti di svago tra una battaglia navale, la corrida, due veline alquanto discutibili O.o, delle esaltanti olimpiadi primitive e tanti tanti giochi, il tempo in quel di Pravec è volato senza che nessuno se ne accorgesse. L’entusiasmo e la gioia non si sono mai fermati nemmeno davanti alle continue minacce di pioggia di MeteoTrentinoJ e le gite nemmeno!. E come dimenticare poi l’esilarante cena barbara? Ragazzi e animatori trasformati in rudi cavernicoli mangiavano cosce di pollo con le mani. Le posate erano bandite dalle tavole. Persino le cuoche lanciavano il cibo! Delle vere cavernicole! J E così tra un sorriso e l’altro il tempo è passato ed il 23 luglio quella straordinaria macchina del tempo ci ha fatto lasciare l’era glaciale per tornare, stanchi ma cambiati e più felici, a casa.

I ricordi e le emozioni sono molti e non possono essere ristretti al nero inchiostro di questa pagina. Solo il nostro cuore porterà per sempre indelebile il segno di questa meravigliosa esperienza. Questo resoconto non è solo che una pallida imitazione di cosa significhi Pravec per tutti noi. Intanto possiamo solo ringraziare tutti gli animatori: Andrea, Arianna, Camilla, Cristina, Enrico, Francesca, Filippo e Milena. Le mitiche cuoche Alberta e Rita per i loro manicaretti e anche Matteo. Gli “aiutanti” degli animatori: Amedeo, Davide P., Davide S. E tutti quelli che hanno reso possibile quest’esperienza! Tutti coloro che hanno reso questo sogno una realtà. Ma il ringraziamento più grande va ai ragazzi che sanno sempre regalare tanto con i loro sorrisi e la loro spontaneità! Per concludere, una frase di Madre Teresa sia sintesi di quest’esperienza e augurio per esperienze future per l’intera vostra vita:

“Fate che chiunque venga a voi se ne vada sentendosi meglio e più felice. Tutti devono vedere la bontà del vostro viso, nei vostri occhi, nel vostro sorriso. La gioia traspare dagli occhi, si manifesta quando parliamo e camminiamo. Non può essere racchiusa dentro di noi. Trabocca. La gioia è molto contagiosa”

Gli Animatori

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Categorie: 2011Campeggi

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